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17/11/2017 14:44
Sanità Nel 1992 la prima donazione di organi all’Ospedale di Prato

Il Dono, la cultura della scelta. La donazione come trapianto da Nicholas Green ad oggi. Iniziativa sabato 18 novembre

S critto da Vania Vannucchi, 17 novembre 2017  

Prato –  Venticinque anni di attività del coordinamento locale donazione organi e tessuti. Nell’ospedale di Prato,la prima donazione di organi è stata effettuata nel 1992 e per testimoniare i primi venticinque anni di donazioni, sabato 18 novembre alle ore 10.00 nel Salone del Gonfalone della Provincia di Prato in via Ricasoli 25 si terrà l’iniziativaIl dono, la cultura della scelta”.

L’incontro è promosso da AIDO (Associazione Italiana Donazione Organi) in collaborazione con L’Azienda USL Toscana centro, il Comune e la Provincia di Prato. Interverranno:  Adriano Peris,direttore OTT (organizzazione Toscana Trapianti);Roberto Biagini, direttore Ospedale Santo Stefano di Prato;Fernanda Camurri,prima coordinatrice della donazioni di organi a Prato;Sara Bagatti,coordinatrice donazione organi Area Vasta Centro;Luigi Biancalani,assessore alla salute del Comune di Prato e Benedetta Squittieri,assessore ai servizi demografici del comune di Prato.

I cittadini della provincia di Prato sono sempre stati molto sensibili alla cultura della Donazione rendendo possibile questa attività di grande valore medico e morale. Prato, infatti, è la prima città in Toscana per la manifestazione di volontà alla donazione. Lo testimonia la grande partecipazione al progetto “Una scelta in Comune” che permette di dichiarare e registrare la propria volontà al consenso o al diniego sulla donazione di organi e tessuti, firmando un semplice modulo al momento del rilascio o rinnovo della carta di identità.

“Vogliamo ricordare questi venticinque anni di donazioni, sottolinea Sara Bagatti, pensando a tutti coloro che hanno beneficiato della straordinaria generosità della popolazione della Provincia di Prato ai quali è stato consentito un nuovo progetto di vita,senza assolutamente dimenticare coloro che hanno donato”.

Nel 2016 all’Ospedale Santo Stefano sono stati effettuati i seguenti prelievi di organo: fegato n. 17, reni n.20,cuore n.1, polmoni n.2 che hanno permesso 27 trapianti.

Dal primo gennaio al 31 ottobre di questo anno sono stati effettuati i prelievi di: fegato n.14,reni n.10 che hanno permesso 13 trapianti.

Dal 13 al 19 novembre nella Sala Valentini in via Ricasoli n. 6 a Prato si terrà anche una mostra fotografica promossa da AIDO Comunale e Provinciale di Prato sul tema: La donazione come trapianto da Nicholas Green ai nostri giorni. “Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti fino ad oggi, commenta Matteo Giachi , presidente AIDO Provinciale di Prato,la mostra fotografica celebra questo avvenimento che rende partecipi tutti gli operatori coinvolti: personale sanitario, volontariato, sacerdoti, operatori delle anagrafi comunali, rappresentanti delle forze politiche, insegnanti e studenti che in tutti questi anni hanno sostenuto questo virtuoso processo di salute”.

Nicholas Green – Nicholas era un bambino statunitense di sette anni che il 29 settembre 1994 si trovava in vacanza in Italia con i genitori e la piccola sorellina. La famiglia,mentre viaggiava in auto sull’autostrada Salerno - Reggio Calabria,fu aggredita da due rapinatori che tentarono un furto,degenerato in omicidio. Alla morte di Nicholas,il primo ottobre del 1994 al Policlinico di Messina,i genitori autorizzarono il prelievo e la donazione degli organi,una scelta non comune in Italia in quegli anni. Della donazione  hanno beneficiato sette italiani, quattro adolescenti ed un adulto ed altri due riceventi hanno riacquistato la vista grazie al trapianto delle cornee.

Il gesto dei due genitori di Nicholas,Reginald e Margaret ha contribuito in modo importante a promuovere la cultura della donazione in Italia, che in quegli anni era agli ultimi posti a livello europeo. 

  

V.V.

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A cura dell'Ufficio stampa e comunicazione. E-mail vania.vannucchi@uslcentro.toscana.it